I mestieri dell’Artigianato, il volto del Made in Italy: La bottega del Maestro Mario Caraceni

Mestieri artigiani come espressione del made in Italy; alta sartoria italiana come testimonianza di eccellenza. E, nella fattispecie, la Scuola di Alta Sartoria Maschile del nostro socio Mario Caraceni, progetto fortemente voluto e realizzato dal Rotary Club Milano Duomo grazie al sostegno del Siam e della Regione Lombardia, come antesignano nell’ambito della valorizzazione attuale dei mestieri dell’artigianato. Una preziosa sfera di sapere, di competenze e di abilità, questa, che, senza la formazione, rischia di andare inesorabilmente perduta. A tutto ciò è stata dedicata la serata organizzata dal nostro Club lo scorso 6 marzo.

Moltissimi gli ospiti che hanno affollato la sala del Grand Hotel de Milan dove si è svolto il dibattito, condotto dalla nostra socia, la giornalista Anna Maria Girelli Consolaro, alla presenza di illustri relatori. Oltre al protagonista della serata, Mario Caraceni, e all’organizzatrice, Maria Rita Fiasco, era presente Amilcare Bovo, già direttore didattico Siam e responsabile del progetto Scuola di Alta Sartoria.

Bovo ha illustrato i motivi per il quali ha creduto nel prestigioso progetto della Scuola di Alta Sartoria Maschile, mentre il Presidente dell’Unione Milanese Sarti, Vittorio Vadruccio, ha sottolineato il paradosso per cui scarseggiano i giovani interessati a intraprendere il mestiere di sarto. Certo, a testimoniare che, in ogni caso, il made in Italy rimane pur sempre attrattivo è arrivato il racconto di Ken, giovane giapponese che ha concluso il tirocinio presso la Sartoria Caraceni. È quindi intervenuto Carlo Andreacchio, genero di Mario, attuale titolare della Sartoria Caraceni e tagliatore presso la stessa Sartoria, che, con le sue parole, ha accompagnato il pubblico nell’atmosfera che si respira all’interno di una sartoria. Sono quindi subentrati i due rappresentanti delle istituzioni, Gianfranco Lucini (già dirigente in Regione Lombardia ed ora membro del CDA di Eupolis Lombardia, l’istituto regionale di ricerca e statistica) e Silvia Valoti (referente per la Lombardia di Amva Apprendistato e Mestieri a Vocazione Artigianale, un progetto promosso dal Ministero del Lavoro e realizzato da Italia Lavoro): entrambi hanno confermato il profondo interesse da parte delle istituzioni nel sostenere sia dal punto di vista strategico che finanziario progetti legati alla formazione artigiana, in particolare nell’ambito sartoriale.

Un’ora la durata del talk show, seguito a un ricco aperitivo, durante il quale si è compreso come realmente l’alta sartoria italiana rappresenti un’eccellenza, intesa come il più alto livello qualitativo raggiungibile. Nell’ambito dell’abbigliamento e della moda, nel segmento alto, l’Italia è imbattibile. La qualità del lavoro, la precisione, la cura del dettaglio, la fantasia fanno dei nostri prodotti opere inarrivabili. Opere che tutto il mondo ci richiede, e che è disposto a pagare bene. Una carta vincente, dunque, da giocare ora e in futuro, non soltanto per uscire dalla crisi, ma anche, e soprattutto, per riaffermare quel “genio italico” che ha rappresentato nella storia un faro nelle arti, nella cultura e nella scienza.

Infine la serata si è chiusa festeggiando il compleanno di Marica Zanchi, a cui vanno anche gli auguri della Segreteria.

Ecco i Twitt della serata:

 

 

 

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